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Quel "Ponte d'Amore" sull'Africa

L'Associazione Ponte d'Amore nasce da un atto spontaneo maturato nell'ambito della nostra famiglia in occasione della scomparsa del nostro congiunto Mario Zago, un uomo concreto ed un maestro di vita. Una persona operosa e disponibile che ha speso buona parte della propria esistenza lavorando con solerzia e dedizione. Coloro che hanno avuto la fortuna e il piacere di condividerne i giorni hanno sempre apprezzato il suo enorme bagaglio professionale e la disponibilità verso gli altri. Proprio in tale spirito abbiamo pensato di creare l'associazione "Ponte d'Amore". Un progetto per la realizzazione di un ambulatorio in Congo per aiutare coloro che vivono una realtà meno fortunata. Una goccia nel mare ma sempre meglio di niente. L'associazione ha sede a Bovolone, in provincia di Verona.

Perchè seguire i progetti
di Ponte d’Amore

La nostra è un’associazione no profit che come I° obiettivo si è prefissata di aiutare il Villaggio di Moubangou. È stato scelto tale villaggio così lontano da noi, stimolati dalle testimonianze riportate da Don Hervè (originario del luogo), dove l’estrema povertà: assenza di energia elettrica, acqua potabile, istruzione, lavoro e assistenza sanitaria, ci ha spinti a portare il nostro aiuto.

Abbiamo allestito una vera e propria scuola agraria nel villaggio di Moubangou in modo di dare la possibilità alla comunità di svolgere un’attività agricola redditizia (anche per il sostentamento della struttura sanitaria realizzata) in modo tale da offrire ai giovani serie prospettive di vita dignitosa senza la fuga verso le città o scegliendo l’emigrazione al Nord, verso l’Europa.

L’associazione ha deciso di acquistare sul posto (dove sono stati realizzati la scuola e il poliambulatorio) la maggior parte del materiale necessario e di far lavorare fisicamente le persone del luogo in modo tale che la popolazione considerasse tutto ciò che veniva fatto cosa “propria”. È evidente che ciò che è stato realizzato in più anni con questo metodo sarebbe stato realizzato in pochi mesi se fossero arrivati volontari dall’Italia con il loro bagaglio di conoscenza ed esperienza, ma ciò non avrebbe avuto lo stesso effetto tra la popolazione.

Con le politiche adottate dall’associazione tramite la scuola, i terreni e gli allevamenti si sta raggiungendo l’autosufficienza, sia economica che culturale dell’iniziativa. Ogni anno, nell’estate, uno o più appartenenti all’Associazione vanno, a proprie spese, nel villaggio oltre che a fare volontariato, a controllare lo stato dei lavori ed il corretto impiego di risorse.

L’Associazione in determinate occasioni (Natale, Pasqua, feste Patronale) ha deliberato di destinare parte dei fondi raccolti al fine di offrire un aiuto concreto a famiglie in difficoltà del nostro territorio attraverso pacchi alimentari, sussidi scolastici, il pagamento di qualche bolletta, etc.

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